Birrificio La Piazza, il “Top” a Torino e dintorni

Tutto vero: siamo diventati “birrificio top” nell’Atlante dei Birrifici Italiani!

Come ogni anno la nostra proposta di birre riceve sempre ottime recensioni, ma essere inseriti nella categoria Birrifici Top per la qualità e la capacità di innovazione, ci rende ancora più orgogliosi del lavoro svolto e sicuri che il cammino intrapreso nella continua ricerca di qualcosa di unico e buono, sta dando i suoi frutti.

L’Atlante dei Birrifici Italiani si propone come un viaggio all’interno della scena brassicola nazionale, dedicato ai (micro)birrifici artigianali presenti sul territorio. “Le mappe, le schede di degustazione, le etichette (a volte vere e proprie opere d’arte), la storia, i birrifici ma soprattutto i Mastri Birrai vi accompagneranno alla scoperta dell’Italia che fa buona birra.” 244 i birrifici censiti, suddivisi per capitoli in base alla regione di provenienza, e 612 le birre prese in esame, tra cui anche quattro delle nostre proposte più apprezzate dal pubblico degli intenditori: American Jasper, Hell Dorada, Kellerplatz e Schwarzwald.

Ringraziamo Davide Bertinotti e Andrea Camaschella, gli autori dell’Atlante, per averci insignito di questo riconoscimento che ripaga il grande lavoro del nostro Mastro Birraio Riccardo Miscioscia e che descrivono così nel volume: “Mano felice, quella di Riccardo, che produce birre ispirate principalmente alla tradizione teutonica, ma con personalità e carattere, e un disinvolto quanto azzeccato uso dei luppoli, principalmente continentali.”

Venite a gustare una delle birre artigianali “Top” presso il nostro Brewpub, siamo certi che non rimarrete delusi.

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IN BIRRERIA TORNA LA CHELLERINA L’INCUBO DELLE SIGNORE TORINESI

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http://www.lastampa.it/2014/09/25/cronaca/in-birreria-torna-la-chellerina-lincubo-delle-signore-torinesi-lhSh9n08HZSclBdPXSnCbN/pagina.html

Ricorda le cameriere dei locali chiusi nell’800 per la rivolta delle mogli La birra sarà “cotta” domenica per i dieci anni di “Piazza dei mestieri”

Torino avrà la sua birra. E si chiamerà «Chellerina». La parola deriva dal tedesco «Kellnerin» che sarebbe la cameriera che serve nelle birrerie. No, non si tratta del solito gusto esterofilo degli italiani subito pronto a immortalare sull’etichetta le bionde e giunoniche ragazze dell’Oktoberfest, a Torino «Chellerina» è tutta un’altra storia.

 

Correva l’anno 1865

Centoquarantuno anni fa a Torino c’erano 114 birrerie ovvero posti dove la birra veniva prodotta e spillata. Il luogo simbolo in città era la «Boringhieri» – che sorgeva più o meno dove c’è piazza Adriano – e nei locali abbattuti nel 1961 nacque la moda di far servire la birra da avvenenti ragazze torinesi ma tutte rigorosamente bionde e, secondo la leggenda metropolitana dell’epoca, molto disponibili. Alla Boringhieri fu un successo e in città le chellerine divennero un esercito. Arrivarono a essere 670, avvenenti e prorompenti, roba da capogiro per i torinesi dell’epoca. Si racconta che le giovani provenissero soprattutto dal Borg del Fum o da Porta Pila e che più di un marito si sia preso una sbandata per loro. Per ogni colpo di testa maschile da qualche parte in città c’era una donna arrabbiata e alla fine in perfetto stile «Bocca di rosa» le signore si coalizzarono.

 

La gelosia di madame e madamine trovò una potente sponda nei giornali conservatori dell’epoca e partì una campagna contro quell’«armata di rovina-famiglie». Un movimento d’opinione che convinse la Camera Subalpina a porre fine a tutto. Un decreto stabilì la chiusura immediata delle birrerie che avevano al loro servizio personale femminile. Così ben 109 delle 114 birrerie torinesi chiusero i battenti. La prima sera dopo l’approvazione ne rimasero solo cinque, tutte rigorosamente con personale maschile, ma soprattutto semivuote. Era finita un’epoca.

 

Il ritorno della chellerina

Risolto il mistero sulla torinesità della birra «Chellerina» c’è da raccontare un’altra storia, quella di domenica prossima. L’idea di una birra sola per Torino nasce da un’alleanza tra birrifici. L’accordo l’hanno siglato i mastri birrai Riccardo Miscioscia (Birrificio La Piazza), Maurizio Griva e Graziano Migliasso (Birrificio San Paolo), Mauro Mascarello (Birrificio Torino) e Renzo Losi (Black Barrels) e l’esordio è previsto domenica con la cotta pubblica in programma dalle 13 alle 19 al birrificio «La piazza» di via Durandi 13. Sei ore per «brassare» la «Chellerina» e per vedere come nasce una birra artigianale, per far incontrare gli «homebrewers», quelli che la birra se la producono in casa e sono ormai diventati una realtà consistente anche a Torino. La giornata della cotta pubblica è il primo atto delle celebrazioni per i dieci anni della «Piazza dei mestieri» la fondazione nata e cresciuta con finalità educativa ma diventata, tra tante altre cose, anche un punto di riferimento per la «Torino capitale del gusto».

 

Una birra per la città

Per essere punto di riferimento nel mondo dell’enogastronomia servono simboli riconoscibili. Torino ha eccellenze come il cioccolato, gli agnolotti, i ravioli, il «bicerin», ma la birra è un’occasione interessante per parlare a un nuovo mercato. Una bella sfida.

birrificio la piazza

Contribuiamo insieme al bene comune

 

In questo periodo così delicato, in cui siamo tutti chiamati a contribuire al bene comune rispettando le restrizioni emesse, ci piace pensare che la Piazza dei Mestieri possa ritornare presto ad essere “un luogo che muove la vita”, come dice il nostro motto.

La Piazza è infatti un posto in cui le persone che passano tutti i giorni per prendere il pane o il cioccolato in Bottega, vengono la sera al Pub o al Ristorante con gli amici, partecipano ai nostri eventi e concerti, sono rilassate, di buonumore e si sentono al sicuro.

Abbiamo quindi deciso di sospendere le attività produttive fino a data da destinarsi proprio per tutelare la salute di chi viene a trovarci ogni giorno. Speriamo di rivedervi presto con ancora più voglia di vivere e stare insieme, nel frattempo invitiamo tutti a seguire le indicazioni delle autorità competenti.